AITA

Associazione Italiana di Tecnologia Alimentare


English version

Archivio news

Archivio 2007

Ultime News in collaborazione con logoAltroConsumo

Largo Consumo - 6/2007

Consumatori: un nuovo modello di consumo flessibile, mobile, autonomo e concreto. Quali saranno le future strategie di marketing e comunicazione da adottare?

Negli ultimi cinque anni l’Italia ha ulteriormente marcato i suoi tratti distintivi, orientati a valori tradizionali, sociali e post materialisti. Elementi forti di identità, i valori condivisi rappresentano potenziali leve di ripresa economica per il paese. Il capitale culturale degli italiani deve essere considerato elemento di qualificazione della domanda e motore di progettualità e di innovazione sul versante dell’offerta. Siamo alle soglie di un riorientamento del sentiment complessivo del consumatore, sostenuto e accompagnato da un inedito spirito di iniziativa e dalla ricerca di un nuovo modello di consumo. Il consumatore neoconcreto spende più tempo fuoricasa, con maggiori gratificazioni e più infedeltà di marca; è prosumerista, impara ad autonomizzarsi nei servizi, consuma qualcosa che egli è in grado di produrre e che si traduce in riparmio di denaro e di tempo (cultura del low cost). Gfk Eurisko desegna il ritratto del nuovo consumatore e delle future azioni di marketing. L’articolo "Per un ritratto del nuovo consumatore" è su Largo Consumo 05/07. Elenco dei Citati nell’articolo. Percorso di lettura correlato: La propensione alla spesa e umore rispetto ai consumi. Se non sei abbonato, richiedi copia del fascicolo o visualizza gli Elementi a corredo: Tab1

Torna su


Ristorazione: i clienti preferiscono qualità, adeguato rapporto con il prezzo, accostamenti inusuali e tradizione. Le nuove sfide del mercato globale del food and beverage.

Mangiar fuori è concedersi un lusso, soprattutto se la scelta cade su un ristornate costoso, chic ed esotico. Ma gli scenari della ristorazione stanno cambiando: la tradizione incalza la sperimentazione, la cucina territoriale si confronta con un’offerta enogastronomica nata dalla fusione di culture diverse. Per essere vincente un ristorante dovrà offrire una cucina eccellente ma semplice, e sarà apprezzato se saprà mantenere bassi i prezzi senza intaccare la qualità. I più ricercati avranno una carta delle acque e un sommelier a disposizione del cliente. Spetterà al nuovo sommelier indicare il tipo più idoneo ad armonizzare e valorizzare le caratteristiche strutturali del vino al quale viene abbinata; ma dovrà avere anche dimestichezza con i soft-drink, le birre, i liquori e il tè e il sakè che sempre più spesso si trovano a “condividere" la stessa tavola nel mercato ormai globalizzato del food and beverage. L’indagine dell’Osservatorio S.Pellegrino sull’alta ristorazione nei cinque continenti. L’articolo "Globalizzazione in tavola" è su Largo Consumo 05/07. Elenco dei Citati nell’articolo. Percorso di lettura correlato: Ristorazione commerciale. Se non sei abbonato, richiedi copia del fascicolo o visualizza gli Elementi a corredo: Tab1.

Torna su


Orticoltura: In Italia la superficie coltivata a peperone raggiunge quasi 13.500 ettari. Dopo anni di crisi strutturale, si prospetta il rilancio di questo salutare ortaggio.

Dopo anni piuttosto difficili per la coltivazione nazionale del peperone, durante i quali si è verificato un progressivo abbandono di questa coltura, dal 2007 si prevede un rilancio grazie a una leggera ripresa strutturale della filiera produttiva e all’apporto di tecniche avanzate per la coltivazione di nuove varietà maggiormente resistenti a determinate virosi, parassiti animali, funghi o batteri. Grazie al clima e alle condizioni di sviluppo favorevoli dell’Italia, la coltivazione del peperone si estende largamente sul nostro territorio e interessa soprattutto le regioni del Centro e del Meridione. Per quanto riguarda l’aspetto salutistico, il peperone può contare su numerose qualità: possiede più vitamina C rispetto agli agrumi, contiene soltanto 22-26 calorie per 100 g di prodotto, stimola la digestione e la secrezione ghiandolare, è ottimo per tenere sotto controllo la pressione arteriosa, aiuta a prevenire la bronchite e, attraverso la capsicina, rinforza le difese anti-tumorali. L’articolo "Il peperone rilancia" è su Largo Consumo 05/07. Elenco dei Citati nell’articolo. Percorsi di lettura correlati: Orticoltura, Ortofrutta. Se non sei abbonato, richiedi copia del fascicolo o visualizza gli Elementi a corredo: Tab1, Tab2.

Torna su


Bevande: aumentano i consumi di analcolici, ma diminuiscono le gassate che rappresentano un consumo mondiale di 200 miliardi di litri annui. Lo scenario competitivo italiano e internazionale.

Sull’intero pianeta si consumano annualmente circa 500 miliardi di litri bevande analcoliche fredde (acque confezionate, bibite gassate, bibite lisce, energy & sport drink, succhi e bevande frutta). I consumi delle bevande analcoliche sono globalmente in crescita e tendono ad erodere quote ai consumi delle bevande alcoliche. Le bibite gassate rappresentano la prima categoria di bevande nell’ambito del bere analcolico, anche se l’orientamento da parte dei consumatori verso una alimentazione più sicura e salutare li spinge a preferire, rispetto alle tradizionali bibite gassate zuccherate, altre bevande analcoliche più tranquille, come le acque in bottiglia, o le c.d. bevande funzionali. Nel mondo del beverage il settore delle bibite gassate è quello in cui è più spinta la competizione globale e in cui si registrano i più elevati livelli di concentrazione. Le case history dei gruppi multinazionali Coca-Cola, Pepsico, Cadbury Schweppes e in generale lo scenario competitivo italiano ed europeo. L’articolo "Una competizione frizzante" è su Largo Consumo 05/07. Elenco dei Citati nell’articolo. Percorso di lettura correlato: Bevande analcoliche. Se non sei abbonato, richiedi copia del fascicolo o visualizza gli Elementi a corredo: Tab1, Tab2, Tab3, Tab4.

Torna su


Distretti industriali: la Food Valley di Parma concentra una fitta rete di produzione salumi, formaggi e conserve vegetali. La valorizzazione internazionale della tipicità italiana.

Il territorio compreso tra le pianure delle province meridionali della Lombardia e parte della regione emiliana accoglie oggi uno dei più importanti comparti industriali del nostro Paese, il cui maggiore vantaggio competitivo consiste nell’elevata qualità delle sue produzioni. È il distretto agroalimentare di Parma, in cui si concentra una fitta rete di attività agricole e industriali tra loro collegate. Non essendoci una struttura formalmente organizzata, l’Unione parmense industriali sta operando per la costituzione del distretto con iniziative specifiche orientate a favorire l’export, promuovere la ricerca e l’innovazione, superare gli scogli della piccola dimensione, sostenere soluzioni normative finalizzate alla tutela dei prodotti parmensi.Tra le produzioni più tipiche e maggiormente radicate nel territorio del distretto di Parma ci sono i salumi, il latte e i prodotti generati dalla sua trasformazione, produzione di conserve vegetali, frutta, vini, paste e prodotti da forno. L’articolo "Eccellenza in Parma" è su Largo Consumo 05/07. Elenco dei Citati nell’articolo. Se non sei abbonato, richiedi copia del fascicolo o visualizza gli Elementi a corredo: Tab1, Tab2, Tab3, Tab4 .

Torna su


Vini e Private label: cambia il mercato e mutano le politiche commerciali nei rapporti tra industria e distribuzione moderna. Arrivano le private label .

I cambiamenti avuti nel mercato Vini & Spumanti hanno alternato momenti chiari e scuri molto evidenti, modificando le politiche commerciali ed il rapporto fra Industria e Distribuzione Moderna. Per Lucio Gilli, Responsabile Marketing Gruppo Coltiva, “il mercato Vini & Spumanti è una delle prime categorie all’interno di un p.d.v. da sempre sottovalutata per la frammentazione produttiva e negli ultimi 10 anni ha visto il consumatore modificare i suoi stili ed oggi è alla ricerca di un sempre maggiore rapporto qualità/prezzo". Ma per analizzare meglio questo mercato cosi complesso e frammentato ci siamo rivolti a professionisti ed appassionati quali: Giuseppe Zuliani Direttore Marketing Conad, Ermanno Gargiulo Responsabile Acquisti Coop Italia, Giorgio Monari Responsabile Acquisti Sigma, Lucio Gilli Responsabile Marketing Gruppo Coltiva, Nazareno Cataluffi Presidente Cantina Tudernum. L’articolo "Marche commerciali in bottiglia" è su Largo Consumo 05/07. Elenco dei Citati nell’articolo. Percorsi di lettura correlati: Vino, Private label. Se non sei abbonato, richiedi copia del fascicolo o visualizza gli Elementi a corredo: Tab1.

Torna su


Ristorazione: 18 milioni di italiani consumano pasti fuori casa in un mercato di oltre 60 miliardi di euro. Luoghi e prodotti innovativi con elevato contenuto di servizio.

Il cambiamento nelle abitudini alimentari degli italiani, con la minore disponibilità di tempo da dedicare agli acquisti e alla preparazione del cibo entro le mura domestiche, ha determinato una profonda innovazione nei luoghi di consumo e nell'offerta dei prodotti. Dal 1988 ad oggi, la ripartizione della spesa delle famiglie per il consumo alimentare in casa è scesa dal 75% al 68%, a tutto vantaggio della spesa per i consumi fuori casa, cresciuta dal 25% all’attuale 32%. All’interno dell’Unione Europea, i consumi fuori casa sono circa 435 milioni di euro, pari al 33,8% dei consumi alimentari totali. Quando si parla di ristorazione fuori casa, si intende, nella sua accessione più ristretta, la ristorazione collettiva e commerciale, e, in quella più ampia, anche i cosiddetti circuiti alternativi di vendita ossia vending machine, stazioni di servizio stradali, camion gastronomici ambulanti, negozi al dettaglio quali panetterie, gastronomie e simili e la Grande Distribuzione nei suoi reparti gastronomici o del take away. L’articolo "Pasti fuori casa: una marcia inarrestabile" è su Largo Consumo 05/07. Elenco dei Citati nell’articolo. Per approfondimenti digita:"Desideri in pausa pranzo". Se non sei abbonato, richiedi copia del fascicolo o visualizza gli Elementi a corredo: Gra1, Gra2.

Torna su


Carte fedeltà: l’80% delle famiglie italiane possiede almeno una carta e raccoglie punti per un mercato delle promozioni al consumo di oltre 2.500 milioni di euro.

La raccolta punti legata al catalogo a premi può essere considerata secondo due diverse ottiche: dal punto di vista dei consumatori, come un risparmio differito, e dal punto di vista delle aziende, come un premio assegnato alla clientela per la fedeltà dimostrata. Non tutti i consumatori, però, si sentono coinvolti nella raccolta: per raggiungere la maggiore partecipazione possibile occorre valutare la stabilità e la consistenza della domanda di collection. Il mercato italiano delle promozioni al consumo nel 2005 è cresciuto tra l’8 e il 9%. Le forme di promozione più utilizzate sono l’in-store promotion (67%), il couponing e il taglio prezzo (55%), i premi immediati (48%) e le raccolte punti (25%). L’80% delle famiglie italiane che fanno acquisti nei supermercati e ipermercati possiedono almeno una carta e il 38% delle famiglie italiane ne usa 3 o più, percentuale in aumento del 3,4% nel 2006 rispetto al 2005. Ma come funzionano le promozioni fedeltà in Italia? L’articolo "Fedeltà sul catalogo" è su Largo Consumo 05/07. Elenco dei Citati nell’articolo. Percorso di lettura correlato: Promozioni, Fidelizzazione del cliente, Direct marketing. Se non sei abbonato, richiedi copia del fascicolo o visualizza gli Elementi a corredo: Tab1, Tab1.

Torna su


Integratori alimentari: oltre tre miliardi di consumatori e un fatturato di circa due miliardi di euro. La consapevolezza di una corretta e salutare alimentazione.

Gli integratori alimentari sono sempre più utilizzati dai consumatori e occupano uno spazio sempre crescente sugli scaffali dei negozi di alimenti salutistici, delle farmacie e dei supermercati. Il loro impiego ha lo scopo di ottimizzare gli apporti nutrizionali, fornire sostanze di interesse nutrizionale, migliorare il metabolismo e le funzioni fisiologiche dell’organismo. Il consumo si concentra nella fascia d’età tra i 30 e i 45 anni, caratterizzati da un livello socio economico medio alto con una attenzione alla cura del proprio corpo e della propria salute presenti prevalentemente nel Nord. Gli integratori alimentari sono entrati in modo significativo nelle abitudini di consumo di molti italiani anche se ce ancora molto scetticismo e scarsa informazione in merito. In futuro lo sviluppo di internet e la crescente presenza all’interno della grande distribuzione unita ad una maggiore consapevolezza di un corretto stile alimentare potranno determinare un ulteriore incremento dell’utilizzo di questi prodotti. L’articolo "Integratori alimentari in giudizio" è su Largo Consumo 05/07. Elenco dei Citati nell’articolo. Percorso di lettura correlato: Alimenti dietetici, anallergici, salutistici, probiotici e integratori. Se non sei abbonato, richiedi copia del fascicolo o visualizza gli Elementi a corredo: Gra1.

Torna su


Bevande analcoliche: Assobibe realizza un Codice di autoregolamentazione delle attività commerciali, informative e pubblicitarie per promuovere un consumo responsabile contro l’obesità.

Informazione trasparente sui contenuti nutrizionali e salutistici dei prodotti del settore, maggiore promozione di un consumo responsabile, attività commerciale rispettosa della scuola e del suo ruolo sociale, nessuna pubblicità diretta ai bambini in età inferiore ai 12 anni. Sono questi i principi su cui si fonda il “Codice per l’autoregolamentazione delle attività di promozione e commercializzazione dei prodotti del settore" realizzato dall’Associazione italiana tra gli industriali delle bevande analcoliche (Assobibe), aderente a Confindustria. Quello della salute e, più in particolare, dell’aumento dell’obesità e delle malattie croniche causate da diete non equilibrate e dalla mancanza di attività fisica è un tema che preoccupa sempre più i consumatori, i quali chiedono un maggior impegno e una condotta più responsabile anche da parte del mondo dell’industria, sia nella produzione dei prodotti sia nella loro promozione e commercializzazione. L’articolo "Bevande autoregolamentate" è su Largo Consumo 05/07. Elenco dei Citati nell’articolo. Percorsi di lettura correlati: Bevande analcoliche, Etica e Imprese nel largo consumo: Il comportamento socialmente responsabile delle imprese del largo consumo. Se non sei abbonato, richiedi copia del fascicolo o visualizza gli Elementi a corredo: Tab1.

Torna su


Ricerche di mercato: le aziende estere osservano e analizzano il mercato italiano per potenziali opportunità di business. Il ruolo dell’istituto di ricerca.

Le ricerche di mercato si muovono sempre di più in una dimensione internazionale proprio per fornire supporti informativi ad aziende che oggi hanno come obiettivo di business il mondo. E l’Italia con le sue 18 milioni di famiglie, il suo livello di benessere, la miriade di piccole/medie industrie, i consistenti segni di ripresa della sua economia, rappresenta un mercato appetibile per player internazionali intenzionati ad espandere nel nostro Paese i loro interessi. L’operatore estero che vede nel nostro Paese un’area di business interessante è portato ad investigare la consistenza dei mercati, le caratteristiche, i comportamenti dei consumatori, il tipo di distribuzione, il grado di competition presente con i suoi punti di forza e di debolezza. C’è anche molto interesse sugli investimenti in comunicazione, ma soprattutto prevedere quali sono le potenzialità del mercato per poter stabilire la convenienza o meno ad affrontarlo. Tre domande a Jennifer Hubber, direttore generale Ipsos srl e amministratore delegato Ispos Asi srl. L’articolo "Occhi stranieri sull'Italia" è su Largo Consumo 05/07. Elenco dei Citati nell’articolo. Per approfondimenti digita:"Verso la specializzazione degli istituti di ricerca". Se non sei abbonato, richiedi copia del fascicolo o visualizza gli Elementi a corredo: Tab1, Gra1.

Torna su


Ortofrutta: tracciabilità, rintracciabilità e agri-supply chain per monitorare e ottimizzare i processi produttivi, a tutela della salute del consumatore finale.

La rintracciabilità per i prodotti agro-alimentari è una procedura divenuta obbligatoria da ormai oltre un anno e che ha lo scopo di tutelare la salute dei consumatori. Con rintracciabilità non si intende la sola provenienza del prodotto ma anche la registrazione di tutte le fasi produttive e distributive che il prodotto ha attraversato prima di raggiungere lo scaffale del punto vendita o, meglio, prima di arrivare al consumatore finale. La realizzazione di un sistema di rintracciabilità non è semplice in quanto vede una nuova organizzazione della filiera e dei nuovi accordi che devono intercorrere tra i soggetti della supply chain. Nel settore ortofrutticolo, il quadro risulta essere fortemente disomogeneo sia nelle intenzionalità che nelle tecnologie, caratterizzato da criticità relative alla necessità di rendere più efficaci le procedure di controllo e di gestione interna del proprio sistema produttivo nelle fasi di trasformazione/lavorazione; alla profonda mancanza d’informatizzazione nelle zone di produzione. L’articolo "Tracciabilità e rintracciabilità per la filiera" è su Largo Consumo 05/07. Elenco dei Citati nell’articolo. Percorsi di lettura correlati: Sicurezza, certificazione e tracciabilità della filiera agroalimentare, Ortofrutta. Se non sei abbonato, richiedi copia del fascicolo.

Torna su


Copyright © 2005 Aita Nazionale - Tutti i diritti sono riservati
Developed by @itec.it - Hosted by Baitech Srl