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Associazione Italiana di Tecnologia Alimentare


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Largo Consumo - 8/2007

Stato delle imprese: Emerge da analisi Eurispes sugli ultimi 5 anni. Al Lazio la palma delle “eccellenze" con 11 casi, tra cui 4 nei servizi, 2 nella formazione e 2 nell’alimentare.

Le analisi Eurispes sullo stato di salute dell’economia italiana evidenziano la forza propulsiva del nostro sistema industriale, caratterizzato da casi significativi di elevata competenza organizzativa e tecnica di manager pubblici e privati. Nel rapporto “Nostre Eccellenze" emerge un quadro formato da 100 realtà imprenditoriali e istituzionali, panorama assai variegato nel quale la palma per il più alto numero di eccellenze spetta al Lazio con 11 casi, tra i quali 4 aziende del settore dei servizi, 2 nella formazione e ricerca e 2 per l’alimentare. Nel Centro emergono anche Toscana e Umbria con 9 imprese selezionate. Il Sud è ampiamente rappresentato da 10 aziende campane, 5 pugliesi, 4 abruzzesi e due, rispettivamente, per Basilicata e Calabria. Otto le eccellenze delle Isole, delle quali 6 siciliane e 2 sarde. Meno presenti le regioni del Nord, con tre aziende emiliane, 5 lombarde e una, rispettivamente, per Friuli, Piemonte e Liguria. Chiude infine il Nord-Est con 9 imprese venete. L’articolo La mappa delle eccellenze è su Largo Consumo 07/07. Elenco dei Citati nell’articolo. Se non sei abbonato, richiedi copia del fascicolo o visualizza gli Elementi a corredo: Tab1, Tab2.

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Stili di consumo: Sono sempre più orientati a polarizzare le proprie scelte d’acquisto oscillando tra il value ed il premium. Quale lo scenario che si prospetta nel futuro?

Il livello tendenziale dei consumi è un aspetto di grande interesse per le imprese italiane impegnate nel settore della produzione e della distribuzione di beni di largo consumo. Una ricerca realizzata dalla società Bain & Companyper conto di Indicod-Ecr, vuole delineare la possibile evoluzione della distribuzione in Italia e l’eventuale necessità dell’adeguamento sul versante delle formule distributive. L’indagine sottolinea che il contesto attuale rivela una fase evolutiva degli atteggiamenti da parte dei consumatori. Nello specifico, si assiste alla polarizzazione dei consumi e ad una sostanziale trasversalità degli stessi comportamenti d’acquisto: tali fattori richiedono un adeguamento delle strategie aziendali per innalzare il livello della customer satisfaction. L’articolo Quando la domanda dei consumi è difficile da intercettare è su Largo Consumo 07/07. Elenco dei Citati nell’articolo. Se non sei abbonato, richiedi copia del fascicolo o visualizza gli Elementi a corredo: Tab1, Tab2, .

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Caffé: Nel 2006 il mercato dell’espresso domestico è aumentato del 26,7% sul 2005 attestandosi intorno agli 83 mln di euro. Due i sistemi operativi in commercio.

Il mercato dell’espresso domestico nel 2006 è aumentato a valore del 26,7% rispetto al 2005 attestandosi intorno agli 83 milioni di euro mentre a unità l’incremento è stato del 25,1%. Secondo un’indagine svolta da Gfk marketing services, il 2005 ha mosso un volume di oltre 3 milioni di macchine per espresso in 10 Paesi europei (+14% sul 2004) per un valore di 703 milioni di euro (+9,1% sul 2004). Il successo delle macchine per caffé espresso, in ambito domestico, ha comportato un allargamento del mercato del caffè porzionato che nel 2005 ha raggiunto un volume di circa 14 miliardi di pezzi. Fino a 5 anni fa questo mercato era dominato da pochi grandi operatori che proponevano il sistema chiuso: la stessa azienda forniva macchine e capsule che funzionavano solo insieme. Poi sono arrivati i sistemi aperti, come l’Easy serving espresso (Ese), basati su uno standard che consente di combinare differenti marchi di caffé con differenti marchi di macchine appartenenti al medesimo circuito. L’articolo Dalla moka alla cialda è su Largo Consumo 07/07. Elenco dei Citati nell’articolo. Percorsi di lettura correlati: caffé. Se non sei abbonato, richiedi copia del fascicolo o visualizza gli Elementi a corredo: Tab1, Tab2,

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Distretti industriali: Molti poli produttivi italiani stanno vivendo una crisi strutturale. Il volume I distretti industriali dal locale al globale tenta di individuarne i rimedi.

Molti distretti industriali italiani stanno vivendo una crisi strutturale che si traduce in ritardo competitivo e scarsa integrazione con i mercati internazionali. Il volume I distretti industriali dal locale al globale, attraverso contributi di alcuni tra i maggiori esperti italiani di sistemi distrettuali, scatta una lucida istantanea di questa situazione e tenta di individuare rimedi per un prossimo rilancio. La sfida per modernizzare i distretti italiani passa per l’ampliamento delle dimensioni medie delle imprese, chiamate a confrontarsi con un mercato sempre più vasto che richiede un’organizzazione adeguata in termini di distribuzione, trasporti e logistica e un grado elevato di conoscenze tecnologiche. Gli interventi più efficaci sono quelli in grado di rafforzare l’orientamento all’innovazione, alla creatività e al miglioramento della qualità dei prodotti attraverso politiche mirate alla formazione, al trasferimento tecnologico, alla cooperazione con università e centri di ricerca. L’articolo Distretti in crisi di adattamento è su Largo Consumo 07/07. Elenco dei Citati nell’articolo. Se non sei abbonato, richiedi copia del fascicolo

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Incentivi alle imprese: I progetti delle Camere di Commercio italiane: dal programma di aiuti alle piccole-medie imprese lombarde a quello varato a Cuneo per l’innovazione tecnologica.

A gonfie vele i progetti delle Camere di Commercio italiane in collaborazione con istituzioni locali. E’ stato avviato per esempio un programma di aiuti alle piccole-medie imprese lombarde sulla tutela dell’ambiente e sviluppo sostenibile, la certificazione ambientale, la qualità e sicurezza e l’introduzione di impianti solari termici. Presentati alla Camera di Commercio di Genova 4 nuovi bandi di finanziamento alle imprese. Riguarda incentivi fiscali per progetti di ricerca; agevolazioni per pmi industriali che realizzino investimenti in innovazione tecnologica o tutela ambientale; agevolazioni a piccole-medie imprese a fronte dell’acquisto di macchine utensili o di produzione e contributi a aziende commerciali, artigianali o turistiche che installino sistemi di sicurezza o videosorveglianza. Torino si conferma la prima Camera italiana per il numero di pratiche inviate telematicamente. La Camera di commercio di Cuneo ha aderito a un progetto per fornire assistenza alle imprese in materia di innovazione tecnologica. L’articolo Innovazione in Camera è su Largo Consumo 07/07. Elenco dei Citati nell’articolo. Se non sei abbonato, richiedi copia del fascicolo o visualizza gli Elementi a corredo: Tab1, Tab2.

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Ittico fresco: Mentre la pesca in mare aperto deve fare i conti con problemi di sovrasfruttamento, l’acquacoltura è arrivata ai 59,4 milioni di tonnellate del 2004 (dati Fao).

Nata in Asia, qui l’acquacoltura continua a registrare i più alti livelli di produzione: la Cina produce il 69,6% del totale (41,3 milioni di tonnellate), un 21,9% è prodotto dal resto dei Paesi asiatici e del Pacifico. L’Europa Occidentale concorre con un 3,5%, 2,1 milioni di tonnellate, intorno ai 5,4 miliardi di dollari. In quest’area, e in particolare nei paesi del Nord Europa, viene allevato il 55,6% della produzione mondiale di salmoni. Segue poi la produzione dell’America Latina e dei Paesi caraibici, il 2,3%, del Nord America (1,3%), del Medio Oriente e il Nord Africa (0,9%), dell’Europa Centrale e Orientale (0,4%) e dell’Africa sub-sahariana (0,2%). L’acquacoltura italiana nel 2005 è in volume per il 70% circa da prodotti della molluschicoltura (76% mitili e 24% vongole veraci che concorrono al 70% del valore), per il 30% da pesci d’allevamento concorrenti in parti uguali ai ricavi. L’allevamento di piscicoltura in Italia è focalizzato per oltre l’84% su trote, orate e spigole. L’articolo Dai mari di tutto il pianeta è su Largo Consumo 07/07. Elenco dei Citati nell’articolo. Se non sei abbonato, richiedi copia del fascicolo o visualizza gli Elementi a corredo: Tab1, Tab2.

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“L’Incontro" Nielsen: il XXIII L’Incontro ha interpretato l’aspirazione alla continuità nel segno dell’innovazione attraverso il titolo Branding the future – Il coraggio di cambiare.

Invito anzitutto alle imprese a continuare a investire, come negli scorsi anni per uscire dalla crisi, in ricerca e sviluppo: ma senza perdere di vista i ‘fondamentali’, le esigenze dei consumatori. La traduzione in pratica delle esperienze in atto nel mercato è stata al centro degli ‘scenari’ con cui si è ampliato un dibattito che ha preso le mosse dall’attualità. A partire dalle questioni aperte dalla politica, su cui è stato invitato a una ‘Conversazione’ l’on. Pierferdinando Casini. Alberto Alesina, docente dell’Università di Harvard, ha colto le differenze tra economie statunitense e dei Paesi europei di cui ha sottolineato nel confronto la perdita di reddito pro-capite, l’1% annuo, per problemi di produttività in particolare dei servizi finanziari e del commercio che «da soli generano il 70-80% della differenza con gli Stati Uniti". Ultima giornata, sabato, per presentare l’indagine “Le nuove dimensioni e criticità delle politiche commerciali", novità di quest’edizione del meeting. L’articolo Investire nel futuro è su Largo Consumo 07/07. Elenco dei Citati nell’articolo.

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Proprietà intellettuale: Il marchio collettivo, salvaguardia del plusvalore produttivo derivante dalla tradizione, stimolo per aggregare le imprese e reagire alle pratiche contraffattorie.

Tra gli strumenti previsti dall’ordinamento giuridico per la tutela di particolari qualità di prodotti e servizi il marchio collettivo è in grado di contribuire alla salvaguardia del plusvalore produttivo derivante dalla tradizione, stimolo per favorire l’aggregazione fra imprese e consolidare la reazione del Paese nei confronti delle economie emergenti che spesso basano la loro crescente competitività su pratiche contraffattorie. Poiché la norma prevede l’obbligo per il soggetto titolare di assicurare il legame sostanziale/qualitativo tra segno e prodotto, l’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi è stato investito dell’onere di accertare l’idoneità a svolgere la funzione di garanzia del soggetto depositante. Dalla natura sostanziale del marchio collettivo discende un’implicita descrittività di tale categoria di marchi, che nascono per descrivere tratti sostanziali dei prodotti/servizi (natura, qualità, provenienza geografica) e come tali sono spesso costituiti da aggettivazioni che descrivono tali caratteri. Anche sotto questo profilo si differenziano dai marchi individuali. L’articolo Marchi collettivi sotto la lente è su Largo Consumo 07/07. Elenco dei Citati nell’articolo. Percorsi di lettura correlati: La marca come fattore competitivo,Contraffazioni di prodotto. Se non sei abbonato, richiedi copia del fascicolo.

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Biologico: In Italia si registra un giro di affari di 319,2 mln di euro. Coop ed Esselunga ne 2005 hanno rappresentato oltre il 50% del fatturato nella gdo.

Nell’ultimo decennio le grandi mutazioni del settore biologico sono state quelle legate ai meccanismi distributivi e ai consumi, fattori che hanno obbligato anche i paesi “storici" del biologico a evolversi rapidamente per diventare nuovi soggetti produttivi e distributivi. Per quanto riguarda l’Italia un dato importante è quello della quota di biologico rispetto al totale della spesa alimentare degli italiani. Fino al 2003 il biologico “italiano" ha fatto registrare una crescita sostenuta, per subire successivamente una leggera flessione tra il 2003 e il 2005. Nel 2006 i prodotti biologici confezionati hanno fatto registrare un giro d’affari di 319,2 milioni di euro. Le private label, gli assortimenti dei prodotti d’insegna, hanno raggiunto una discreta visibilità, in particolare Coop ed Esselunga, rispettivamente con 80 e 73 milioni di euro nel 2005 hanno rappresentato oltre il 50% del fatturato realizzato dal biologico nella gdo. L’articolo Le prospettive europee è su Largo Consumo 07/07. Elenco dei Citati nell’articolo. Percorsi di lettura correlati: Biologico. Se non sei abbonato, richiedi copia del fascicolo o visualizza gli Elementi a corredo: Tab1, Tab2.

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Alimentare etico: I prodotti invenduti diventano una ricchezza per chi è in difficoltà. E il guadagno è per tutti. Un accordo tra Comune di Sesto San Giovanni e Coop Lombardia.

Il Comune di Sesto San Giovanni ha stabilito un accordo con Coop Lombardia volto al recupero per fini sociali di alimenti destinati allo smaltimento. E’ il Progetto Buon Fine che da gennaio coinvolge i due supermercati Coop di viale Sarca e di viale Italia. I prodotti ritenuti invendibili ma ancora in condizione di essere consumati sono stati inseriti in un circuito costruito da Comune e Coop, che ne ha previsto la consegna gratuita a cooperative sociali. A guadagnarci un po’ tutti. Le cooperative sociali La Grande Casa, da quasi vent’anni a fianco dei minori in difficoltà attraverso comunità alloggio, e Lotta contro l’Emarginazione, dal 1980 operativa accanto a malati mentali, tossicodipendenti e stranieri, grazie a quel cibo hanno decurtato del 30% le spese alimentari. I 90.000 euro circa risparmiati sono finiti a potenziare l’accoglienza ed a migliorare le condizioni di vita di coloro che vengono ospitati. Le 255 persone aiutate ringraziano e 2 disabili hanno così trovato un lavoro. L’articolo Ogni alimento arriva a buon fine è su Largo Consumo 07/07. Elenco dei Citati nell’articolo. Percorsi di lettura correlati: Etica e imprese nel largo consumo. Se non sei abbonato, richiedi copia del fascicolo o visualizza gli Elementi a corredo: Tab1.

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Alimenti probiotici: Da un’indagine Gfk Eurisko emerge che solo il 20% dichiara di averne sentito parlare, ma il 91% ne conosce almeno una marca. Una cultura più mediatica che scientifica?

I probiotici sono definiti dalle linee guida del Ministero della Salute come “microrganismi vivi e vitali che conferiscono benefici alla salute dell’ospite, quando consumati in quantità adeguate, come parte di un alimento o di un integratore". Da una ricerca condotta da Gfk Eurisko è emerso che solo il 20% dichiara di avere già sentito parlare di probiotici, ma, paradossalmente, il 91% conosce almeno una marca di prodotto probiotico presente sul mercato e citato dall’intervistatore. Il 41% degli intervistati dichiara di utilizzare almeno uno tra i probiotici suggerititi e di consumarlo almeno tre volte alla settimana. Ciò potrebbe far pensare che nel nostro Paese c’è una cultura più mediatica che scientifica sull’argomento probiotici. L’articolo Alimenti probiotici, questi sconosciuti è su Largo Consumo 07/07. Elenco dei Citati nell’articolo. Percorsi di lettura correlati: Alimenti dietetici,Alimentazione e salute. Se non sei abbonato, richiedi copia del fascicolo o visualizza gli Elementi a corredo: Tab1.

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Pet Food: I risultati di uno studio comparativo di tre differenti marche di bocconcini per gatti evidenziano come le ricerche di mercato siano applicabili anche a questo settore..

Il mercato degli animali domestici sta vivendo una stagione positiva. L’attuale offerta di mercato è molto segmentata e ogni canale presenta delle peculiarità specifiche. Si va dai prodotti con contenuti anche medicali dei petshop, ai grandi formati di cibo standard venduti dai negozi agricoli. Da un punto di vista distributivo la categoria è cresciuta molto negli ultimi anni. Occorrerebbe ampliare l’offerta sia sulla fascia alta che sui primi prezzi. Fra i segmenti più dinamici del settore: le monoporzioni, il cibo secco per cani e gatti e gli snack & treats per cani. In generale il settore del petfood registra performance migliori rispetto alla media dei produttori food. Il cibo per cani e gatti segna un incremento di circa il 4%, a fronte di una crescita media del food pari al 3%. L’articolo Petfood sotto analisi è su Largo Consumo 07/07. Elenco dei Citati nell’articolo. Se non sei abbonato, richiedi copia del fascicolo o visualizza gli Elementi a corredo: Tab1, Tab2, Tab3.

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Tracciabilita’: Alimenti sicuri, requisito verso cui cresce la sensibilità. L’86,2% degli italiani è più propenso ad acquistare prodotti a marchio anziché non certificati.

Le imprese agroalimentari italiane sono sempre più consapevoli della centralità del ruolo delle certificazioni: l’80% ha ottenuto almeno una certificazione, il 76,7% le considera uno strumento fondamentale per migliorare le performance aziendali e il 92,5% ritiene essenziale comunicarle al mercato. L’86,2% degli italiani è più propenso a acquistare prodotti con marchi di certificazione rispetto a prodotti non certificati. E il 93,2 % vorrebbe ricevere maggiori informazioni sulle diverse certificazioni. Il consumatore chiede soprattutto trasparenza e chiarezza. In tal senso le informazioni presenti sul prodotto sono fondamentali in quanto aiutano a rassicurarlo su aspetti percepiti come essenziali: origine del prodotto, tipicità, qualità, controlli di sicurezza. Tutte queste informazioni possono essere riassunte e comunicate anche attraverso marchi o loghi di certificazione che assumono così un ruolo centrale nel rispondere alle aspettative del consumatore e nel sostenerlo nelle scelte. L’articolo Un marchio che pesa sul marketing è su Largo Consumo 07/07. Elenco dei Citati nell’articolo. Percorsi di lettura correlati: Tracciabilità della filiera. Se non sei abbonato, richiedi copia del fascicolo o visualizza gli Elementi a corredo: Tab1, Tab2.

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Packaging: I molti campi d’applicazione del vetro cavo, dagli alcolici alle conserve. Le bottiglie in vetro trovano il principale impiego per le bevande alcoliche, il 58%.

Secondo Assovetro nel 2005 sono state utilizzate 3.092 migliaia di tonnellate di bottiglie e 200 migliaia di tonnellate di vasi in Italia. Il trend evolutivo vede l’impiego delle bottiglie esprimere un tasso di sviluppo dello 0,8% medio annuo e del 2% medio annuo per i vasi. Le bottiglie in vetro trovano il principale utilizzo nell’area bevande alcoliche: si stima che il 58% sia utilizzato per imbottigliare vino, spumanti, superalcolici, birra. Il vino tra gli alcolici è il principale settore di utilizzo. Seguono le bevande analcoliche con una share intorno al 28%. Il principale settore in termini quantitativi è quello delle acque minerali. Terza importante area di utilizzo i condimenti: olio di oliva, aceto, olio di semi con il 7,5% circa delle vendite. Il restante 6,5% è imputabile a diversi altri settori di utilizzo, di cui il principale i derivati di pomodoro con il 5% circa. Il vaso di vetro deve rapportarsi con diversi competitor come lattine metalliche e contenitori in plastica. L’articolo Statistiche in vaso è su Largo Consumo 07/07. Elenco dei Citati nell’articolo. Percorsi di lettura correlati: Imballaggio di prodotto,Filiere del recupero: vetro. Se non sei abbonato, richiedi copia del fascicolo o visualizza gli Elementi a corredo: Tab1, Tab2.

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Surgelati: Il comparto gode di ottima salute: nel 2006 sono state commercializzate oltre 890.000 tonnellate di prodotto, con un incremento del 2% rispetto al 2005.

Secondo i dati pubblicati da l’Istituto italiano alimenti surgelati, il comparto dei surgelati gode di ottima salute. Motivi di tutto ciò sono l'elevata qualità dei prodotti, sia organolettica che nutrizionale, il servizio dato al consumatore che ne fa continua richiesta e infine la forte innovazione. Il mercato dei surgelati è in continua crescita poiché viene trascinato da nuovi stili di vita. Inoltre vi è una maggiore tendenza del mangiar bene come sinonimo di qualità della vita. Questi stili determinano la continua crescita del settore dei surgelati o dei piatti pronti che devono essere conservati a temperatura controllata. Per confermare questa tendenza si consideri che nel 1984 la produzione era di circa 200.000 tonnellate mentre nel 2006 sono state commercializzate oltre 890.000 tonnellate di prodotto, con un incremento del 2% rispetto al 2005 (Fonte Databank). Le vendite all’estero valgono 400 milioni di Euro con un incremento del 13%. L’articolo Una catena sempre più fredda è su Largo Consumo 07/07. Elenco dei Citati nell’articolo. Percorsi di lettura correlati: Tecnologie per la supply chain. Se non sei abbonato, richiedi copia del fascicolo o visualizza gli Elementi a corredo: Tab1, Tab2.

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Supply chain: Il logistic manager deve pianificare i modelli di supply chain, supervisionare e prevedere la domanda. Una figura sempre più ricercata.

Grazie alla valorizzazione del proprio settore logistico, un cospicuo numero di imprese ha ottenuto ingenti vantaggi economici, e le società di ricerca e selezione del personale si trovano sempre più spesso a dover offrire consulenza ad aziende che ricercano, a diversi livelli, figure professionali legate all’ambito logistico. Le posizioni apicali della logistica in azienda si occupano di strategie collaborative, di modellizzazione della supply chain pianificando dove collocare i magazzini e dove installare gli impianti di produzione, mentre ad un altro livello spetta un ruolo revisionale e reattivo, rappresentato dal planning della previsione della domanda e programmazione della produzione, che ha come scopo l’ottimizzazione dell’utilizzo delle risorse aziendali. È importante curare l’efficienza di processi di business che interessano diverse aree funzionali, agendo su fattori come velocità, servizio, disponibilità di prodotto e costi distributivi. L’articolo L’importanza del logistic manager è su Largo Consumo 07/07. Elenco dei Citati nell’articolo. Se non sei abbonato, richiedi copia del fascicolo.

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Ortofrutta: I bilanci di realtà della produzione e distribuzione di frutta e verdura: Battaglio, Spreafico, Amaglio e Mazzoni rispettivamente nelle classi A2, B2, B2, A2.

Quattro tra le principali società italiane dell’ortofrutticolo: Mazzoni SpA, Spreafico F. & F.lli, Amaglio Srl, Battaglio Srl. Da un gruppo produttore e distributore di frutta e di verdura, con un’attività di gestione di vivai e commercializzazione di freschi e surgelati; a un’impresa di commercializzazione e vendita di ortofrutta, che oggi si qualifica al mercato nazionale ed internazionale per diversificazione dei prodotti trattati e molteplicità di canali distributivi che è in grado di fornire; ad un precursore dell’import di frutta esotica e contro-stagione, oggi ai vertici del panorama ortofrutticolo europeo; alla prima cooperativa agricola riconosciuta tra le organizzazioni di produttori. Dai rispettivi ultimi bilanci 2005 tre su quattro risultano in evidente crescita, anche se con forti differenze, dal 62,8% al 15,9%, nei margini percentuali di contribuzione sul fatturato. Alla fine Battaglio, Spreafico, Amaglio e Mazzoni si collocano rispettivamente nelle classi A2, B2, B2, A2. L’articolo Il buon livello del commercio di ortofrutta è su Largo Consumo 07/07. Elenco dei Citati nell’articolo. Percorsi di lettura correlati: Ortofrutta. Se non sei abbonato, richiedi copia del fascicolo o visualizza gli Elementi a corredo: Tab1, Tab2, Tab3.

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Prodotti da ricorrenza: Le aziende dei mercati che concentrano le vendite in brevi periodi dell’anno hanno bisogno di strumenti per prevenire i rischi. Tenendo d’occhio i bilanci.

Le realtà aziendali dei settori a alta stagionalità si trovano a affrontare una serie di problematiche. Le condiziona la gestione del capitale circolante e l’andamento incostante delle tempistiche di incasso e di pagamento. Per ovviarne alle problematiche una delle strade è la diversificazione del business. la grande distribuzione organizzata potrebbe senza dubbio rappresentare un ottimo business alternativo. Le aziende di quest’ambito presentano infatti la caratteristica di generare molta liquidità. Diversificazione a parte, è una variabile su cui occorre opportunamente intervenire è il capitale circolante. Nel caso in cui l’azienda non abbia né la possibilità di perseguire determinate politiche di diversificazione del business, né di intervenire sulla struttura del proprio capitale circolante, l’unico rimedio per affrontare scompensi temporanei di liquidità è di avere a disposizione strumenti gestionali che consentano di monitorare il livello d’indebitamento nel corso dell’esercizio. L’articolo Come evitare di rischiare la stagione è su Largo Consumo 07/07. Elenco dei Citati nell’articolo. Se non sei abbonato, richiedi copia del fascicolo.

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Vitivinicolo: Sostenibilità ambientale e certificazione sono strumenti competitivi nella filiera del vino. L’Italia è leader nel settore biologico con 5900 viticoltori biologici.

Le pressioni della concorrenza sui mercati nazionali e internazionali e la crescente consapevolezza dei consumatori hanno sottoposto negli ultimi anni il settore agroalimentare a spinte competitive che si sono tradotte in una richiesta di forte standardizzazione delle caratteristiche rilevanti per la qualità del prodotto, in modo da poter efficacemente supportare le strategie competitive sui mercati globali, e, nella richiesta di valorizzare i connotati specifici e distintivi dei prodotti, legati soprattutto alle peculiarità del loro contesto locale di provenienza. Le tendenze di mercato hanno orientato molti viticoltori verso le certificazioni “bio". Va sottolineato che l’Italia è oggi leader europeo in questo campo, con circa 5.900 viticoltori biologici e 32.000 ettari di superficie coltivata nel 2005, ma il dato è in decrescita in confronto all’anno precedente in cui gli ettari coltivati erano ben 37.800, con una produzione stimata in 320.000 tonnellate di uve. L’articolo Un vino prodotto in sicurezza è su Largo Consumo 07/07. Elenco dei Citati nell’articolo. Percorsi di lettura correlati: Vino,Tutela dei prodotti alimentari tipici,Sicurezza agroalimentare. Se non sei abbonato, richiedi copia del fascicolo o visualizza gli Elementi a corredo: Tab1, Tab2.

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